In questo numero di Az Marmi un consuntivo completo sull’importante manifestazione fieristica di Xiamen nella quale si è registrata una moderata fiducia nel futuro, in Italia leggera ripresa dell’export sia per la pietra naturale che per le sue tecnologie. Un’edizione che apriamo con un completo reportage con servizi e fotografie inedite e commenti degli imprenditori del nostro Uberto Tommasi a Xiamen 2012 che ha chiuso i battenti con segnali di grande innovazione. Riflettori sul Salone del Restauro di Ferrara dove la formazione è alla base di un settore che molto potrà offrire anche in termini di occupazione giovanile. Tutte le informazioni per la prossima Carrara Marmotec che a maggio aprirà i battenti con un’edizione ricca di novità. Con le informazioni pervenutaci dai nostri inviati vi forniamo una mappa minima dell’andamento dei mercati: la Cina, che oggi rappresenta uno dei più grandi consumatori di marmi e graniti, ha recentemente varato una legge che impedisce a un cinese di comperare più di una casa, con un’operazione economica unica al mondo, che fa parte del programma per contenere la salita del P.I.L al 7,50 per cento annuo.
L’effetto immediato è stato quello che oggi il 50% dei telai di marmo cinesi sono fermi. Per fortuna questa crisi non coinvolge il settore degli alberghi, in grande espansione, che utilizza marmi pregiati, cioè quelli che noi forniamo, mentre i produttori turchi hanno perso circa la metà degli ordini di marmi, utilizzati per la costruzione di abitazioni. Nello stesso tempo le aziende esportatrici, alle quali da tempo lo Stato cinese ha bloccato le sovvenzioni, dovendosi adeguare alle richieste del mercato mondiale che esige un alto livello di qualità dei manufatti, hanno iniziato ad acquistare macchine italiane. Nel resto del mondo ci sono segni di ripresa dal mercato Usa. In Medio Oriente, la domanda per grandi progetti continua a crescere. L’India, nonostante i dazi onerosi e la limitazione a poche aziende delle licenze d’importazione, continua ad acquistare. In Brasile la domanda rimane stabile.
Per finire, attivi rimangono sempre piccoli mercati come Sud Africa, Australia e Canada.